Sulle intercettazioni ha ragione Napolitano

Nel caso intercettazioni-Consip, che ha portato allo scontro tra il presidente del PD Matteo Orfini – che ha parlato di un sostanziale attacco alla democrazia con la pubblicazione di intercettazioni senza rilievo penale aventi come contenuto una conversazione tra un imputato e il suo legale – e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano – che invece ha accusato di ipocrisia chi si accorge solo ora della pericolosità della pubblicazione di intercettazioni senza alcun controllo.

Non ci sono dubbi: tra i due, ha ragione da vendere Re Giorgio. La sinistra italiana, che si accorge solo ora della deriva antidemocratica che abbiamo intrapreso ormai da anni, che ci sta portando dritti dritti verso una dittatura del moralismo giudiziario, è il massimo dell’ipocrisia. E’ ipocrita perché accettava (a parte poche eccezioni) di buon grado l’annullamento di ogni diritto alla privacy e ogni garanzia per l’imputato quando sui giornali finiva Berlusconi, e perché, negli anni, ha bloccato ogni tentativo di riforma possibile su intercettazioni, fughe di notizie, separazione delle carriere dei magistrati, eccetera eccetera. In quegli stessi anni, le Commissioni Giustizia in Parlamento sono state riempite di ex magistrati da PD e partiti precedenti, a dimostrazione che, sul tema giustizia, gli interessi che venivano curati e tutelati erano ben precisi.

Oggi possiamo dire (ma lo dicevamo anche ieri, non su questo sito che non c’era, ma altrove) che quegli anni sono stati un’occasione persa, e che la sinistra, sulla giustizia, ha passato la Seconda Repubblica dalla parte della barbarie, strizzando troppe volte l’occhio ai manettari impenitenti che poi le si sono rivolti contro, nonappena Berlusconi ha smesso di essere un target credibile. Basta vedere, solo a titolo d’esempio, i curricula di Travaglio e Padellaro, oggi (in)gloriose firme del Fascio Quotidiano, ma ai tempi del Cav autorevoli collaboratori (il secondo addirittura direttore) de L’Unità. Il giustizialismo è stato di casa, a sinistra, ed è ipocrita, molto ipocrita, massimamente ipocrita, negarlo, ora che un minimo di cultura liberale sulla giustizia si affaccia ai vertici del PD. Quest’ultimo fatto, certo, è un importante passo avanti, anche se ancora insufficiente: probabilmente, inoltre, arrivato troppo tardi, come dimostra il successo degli urlatori di "HONESTA’", e la loro provenienza politica prima che Grillo arrivasse a solleticare loro la pancia.