Quelli che hanno salvato Minzolini sono eroi italiani

Il Senato ha respinto la decadenza di Augusto Minzolini, grazie (anche) a 19 voti provenienti da eletti del Partito Democratico, il cui gruppo aveva lasciato libertà di coscienza. A dispetto delle polemiche che si sono da subito scatenate sui social, quei 19 senatori (tra cui gente del calibro di Tonini, Manconi, Tocci) sono degli eroi. Eroi perché hanno combattuto contro un colpo di Stato strisciante che è in opera in Italia da un po’: quello che fa della Magistratura l’unica realtà legittimata fin quasi all’idolatria assoluta, la rende un organismo portatore di verità indiscutibili, di fronte a cui la politica e ogni altra cosa non può far altro che prostrarsi. E’ quel colpo di Stato strisciante che monta con i titoli in prima pagina ogni volta che scatta un’inchiesta che coinvolge i cosiddetti "potenti" (titoli che, ovviamente, non vengono replicati quando le inchieste decadono), che si alimenta col giustizialismo forcaiolo del MoVimento 5 Stelle, coi processi mediatici, con le valanghe di merda rovesciate ogni giorno contro i capri espiatori di turno, senza il minimo rispetto per lo stato di diritto.

Chi considera la legge Severino come un provvedimento che, semplicemente, relega il Parlamento al ruolo di semplice "ratificatore" di sentenze di un qualunque magistrato, è a suo modo complice di questo colpo di Stato strisciante: è qualcuno che vuole, in Italia, la morte dell’equilibrio dei poteri, per consegnare armi e bagagli ai capricci di qualche pubblico ministero abbastanza avventurista dal volersi ergere a novello Savonarola. Non facendo i semplici "ratificatori", ma evidenziando tutte le stranezze del caso Minzolini, giudicato da un ex avversario politico tornato alla Magistratura con una condanna superiore a quella chiesta dalla pubblica accusa (che, beninteso, non avrebbe fatto scattare la legge Severino e la possibile decadenza), e malgrado l’assoluzione in primo grado, i 19 hanno lanciato un segnale a tutti noi: quello che avviene nelle aule di giustizia e negli uffici delle Procure si può mettere in discussione, si può problematizzare, si può anche contestare; hanno detto che l’Italia è ancora una Repubblica Parlamentare, e che la dittatura del purismo giustizialista può starsene lontana. Sono eroi della nostra Democrazia, insomma. In un Paese normale andrebbero innanzitutto ringraziati.